Esistevano, in epoche passate,

le dimenticate società gilaniche.

Non erano una sciocchezza,

bensì un’assoluta certezza.

Erano una società anarchica,

autorganizzata, evoluta,

matriarcale, solidale,

equa, giusta, pacifica.

Collaborativa, vitale,

creativa, prospera.

Per niente utopica,

sicuramente atipica,

fiorente, splendente, libera.

Durata appena 4000 anni.

Dimenticata apposta.

Fatte sparire dai libri di storia,

perché molto scomoda.

Una storia insabbiata, vietata.

Distrutta dai violenti Kurgan,

spazzata via dalla loro ira,

in men che non si dica.

«È provato che il matrismo costituisce la forma più antica, più primitiva e più innata di comportamento umano e dell’organizzazione sociale, mentre il patrismo, perpetuato attraverso istituzioni sociali traumatizzanti, si è innanzitutto sviluppato tra gli Homo Sapiens in Saharasia, sotto la pressione di una desertificazione e di una carestia durissime e da migrazioni forzate.»

(James de Meo, Le origini e la diffusione del patrismo in Saharasia)

 

https://www.anarcopedia.org/index.php/Societ%C3%A0_gilaniche

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