Continuo non per la fama.

Scrivo non per la gloria.

Ma perché è il mio modo

di esprimermi e di redimermi.

Mi fa sentire vivo e libero come il vento.

Mi rende partecipe e non superfluo.

Mi rende una parte del tutto.

Mi appaga e mi sfoga. 

Mi rallegra e mi soddisfa.

Mi motiva e mi sprona.

Mi ritaglia una dimensione interiore.

Da un senso a tutto il macello

che, in bene o male, mi è successo.

È il mio contributo alla causa.

È la mia ancora di salvezza

quando mi perdo nella tempesta.

Quando mi smarrisco nell’oblio,

mi riconduce alla mia interezza.

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