Quando mi prende scrivendo,
non capisco nemmeno io
quello che mi sta succedendo.
Entro in una dimensione parallela,
mi estraneo dalla realtà terrena.
Penetro in una trance sciamanica,
mi collego a una fonte atavica.
Non saprei come spiegarvela a parole,
ma c’è una sorta di connessione
con questo cosmico elaboratore.
È come una sorgente d’ispirazione.
Come un nucleo di conoscenza
a cui ogni artista attinge a sufficienza
senza in effetti averne coscienza.
Non so localizzarne la presenza,
ma sono certo della sua esistenza.

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