La malattia chiamata pedofilia

Non ci sono parole
per descrivere l’orrore
di questo fenomeno,
di questo disturbo patologico
che è sempre maggiormente
dilagante e imperversante
in questo mondo marcio.
È un fatto rivoltante e raccapricciante,
sconcertante e agghiacciante.
Questi spregevoli esseri,
questi veri i propri mostri moderni
si approfittano di poveri innocenti
ancora in fase di crescita,
che sono incoscienti
di questi avvenimenti.
Vittime di persone
deviate e frustrate,
traviate e malate,
che si macchiano di tale atrocità
per dominare e per sentirsi potenti.
Il più delle volte sono gli stessi
che consideri insospettabili.
Il macellaio, l’idraulico,
Il prete dell’oratorio,
un tuo vicino di tetto,
un tuo parente stretto.
Quello che li accomuna
è l’essere predatori,
essere schifosi e lebbrosi,
viscidi e perversi,
maledetti pervertiti.
Questi veri e propri assassini
di poveri e fragili bambini,
di futuri adulti vulnerabili,
creano dei traumi infantili
il più delle volte irreversibili.
Andrebbero appesi per i genitali.
Meriterebbero di essere impalati vivi.
Meriterebbero di essere seviziati
loro stessi con arnesi appuntiti,
incandescenti e imponenti.
Per fargli capire
come ci si sente
a essere torturati,
a essere sottomessi
quando si è impotenti,
ad essere lasciati soli
alla mercé di carnefici.

«Bisognerebbe dire a questi preti che hanno fatto voto di castità di tenere le mani lontane dai chierichetti. Tieni le mani a posto, padre! Quando Gesù disse: “Lasciate che i bambini vengano da me”, non si riferiva a quello!» 

George Carlin