Stormi che migrano

Stormi che migrano all’unisono.

Così leggiadri, cosi eleganti,

si accingono a spiccare il volo,

abbandonando l’approdo sicuro del suolo.

Sbattono le ali, aggraziati,

si protraggono verso l’infinito,

eppoi, si lanciano nel vuoto,

indomiti, volando via con un guizzo.

 

Si gettano a capofitto nel cielo,

tra il blu sconfinato e le nuvole

sospese a mezz’altezza.

Incuranti dei pericoli incombenti.

Sfuggono  uniti ai predatori.

Così leggeri, così liberi.

Così fieri, così ribelli.

 

Maestosi e affascinanti,

si esibiscono in coreografiche virate,

in manovre sincronizzate.

Si cimentano in danze orchestrali,

sfidando i venti contrari

e le correnti impetuose.

Con estrema velocità, 

direzione e coordinazione.

 

Ma conservano sempre 

la forza di ritornare

al luogo che gli appartiene.

Con la loro bussola incorporata,

ritrovano, sempre

e comunque,

la strada di casa.

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