Se fossimo tutti d’accordo,

almeno su di una unica cosa,

cioè, che le cose vanno male

e andranno sempre peggio,

finché non ci prodigheremo a riguardo,

potremmo realizzare l’impossibile. 

Se concordiamo sul fatto

che dobbiamo cambiare direzione,

e cominciare ad agire al più presto,

e che non stiamo facendo abbastanza.

 

Se siamo convinti che noi siamo la maggioranza,

e che quindi, le nostre opinioni e i nostri diritti,

devono contare come quelli di qualunque altro

fantomatico filantropo egoista riccastro,

potremmo fare il bello e il cattivo tempo.

In fondo siamo noi che mandiamo avanti la baracca,

siamo gli ingranaggi di questo sistema perverso.

Senza di noi il Truman Show è perso.

 

Noi vogliamo, dunque, un mondo diverso:

Un mondo più equo, giusto.

Più pulito, più rispettoso,

più collaborativo e onesto,

più sostenibile e vivibile per ogni terrestre.

 

Non è una utopia, è pragmatismo.

E, se non ci vogliono ascoltare,

continueremo ad alzare la voce

e a incrociare le braccia, pacificamente,

finché la situazione non cambia.

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