Non c’è posto al mondo
a cui poter fare ritorno
come il proprio luogo.
La città che ti è più cara,
è quella che chiami casa.
È un fatto di appartenenza,
è una questione di desinenza
e non solo di discendenza.
Puoi viaggiare in lungo e in largo,
bighellondando dai poli all’equatore,
ma, quando fai ritorno, ti fa sempre
emozionare e palpitare il cuore.
È un fermento interno, è una sensazione.
Ti rimette all’istante di buon umore,
ti riconnette col tuo io superiore.
Ti ripristina la connessione.

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