
Dimenticarsi di esistere
Ho bisogno di situazioni
che mi colpiscano duro,
dritto al cervelletto,
che mi mandino al tappeto,
come un entrata ad effetto,
che mi destino dal torpore,
che mi facciano
sobbalzare il cuore...

Osservare il mondo da un altro Verso

Osservare il mondo da un altro Verso

Ho bisogno di situazioni
che mi colpiscano duro,
dritto al cervelletto,
che mi mandino al tappeto,
come un entrata ad effetto,
che mi destino dal torpore,
che mi facciano
sobbalzare il cuore...

Ci sono dei giorni in cui
vorrei avere un superpotere:
concentrarmi e arrestare
l'ordine degli eventi.
Vorrei, in certi momenti,
che la ruota smettesse di girare
per ogni comune mortale.
Avrei bisogno che tutto si fermasse,
che si congelasse...

Se ci fermiamo un attimo a pensare alla società attuale, siamo tutti ambivalenti, psicopatici latenti. Quando si dice "gli unici sani sono quelli nei manicomi", potrebbe non essere sbagliato, considerato che il bipensiero Orwelliano, ossia l'essere convinti di due cose opposte contemporaneamente e di accettarle ugualmente, è un dato di fatto, non solo una invenzione letteraria!...

Quando il dolore
prende il sopravvento,
ti senti come spegnere dentro,
non usciresti più di casa,
te ne staresti rintanato,
non ti alzeresti dal letto:
nessun bisogno di mangiare,
nessuna voglia di parlare,
ti senti inerte, come trasparente...

Quando la vita scorre troppo in fretta
e sei schiavo della lancetta,
pensi e ripensi a quello che ti aspetta:
al cuore gli prende una stretta,
la lingua si secca,
un groppo viene in gola,
è l'ansia che ti inchioda...

Ho sempre avuto
un innata tendenza al torpore,
all'annichilimento,
e per quante cose io faccia,
me ne ricordo a stento,
è sempre stato un tormento;
ma ci sono dei giorni,
in particolare,
in cui la tristezza
prende il sopravvento...

Che poi, cosa vuol dire Crescere?
Vuol dire, trovare costantemente quello che in noi non va, quello che si può migliorare e cambiarlo, limare la propria personalità, modellare la propria mentalità.
Vuole dire scartare il superfluo e concentrarsi sull'essenziale...

Se cerchiamo di trovare una metafora per spiegare il processo del cambiamento nell'essere umano, più di ogni altra, possiamo trovarla nell'acqua, come già hanno fatto prima di noi diverse dottrine filosofiche o religioni di tutto il mondo, come il taoismo. In fin dei conti siamo fatti per il 70% d'acqua, forse dovremmo comportarci proprio come lei...

Tutto comincia da se stessi, più si acquista consapevolezza di se stessi, più si scava a fondo nel proprio inconscio, più si avrà consapevolezza del mondo interno, e più la si avrà del mondo esterno...

Nel culmine del fluir d'esistenza, avverti, prima o poi, un impercettibile presenza; un corso impetuoso che scorre senza se n'abbia a consapevole coscienza: sgorga guizzante dalla sorgente che della vita incarna lampante l'essenza...