Invocando la falsa pace
a reti unificate,
i soldi per la corsa al riarmo
magicamente appaiono.
Escono dal cilindro
come un coniglio bianco candido.
Con la scusa di un pericolo imminente
si accatastano bombe inutilmente.
Ma per aiutare l’indigente
non si può fare niente.
La povertà dilaga.
Il carovita ci stritola.
Le paghe sono da fame.
Le bollette sono alle stelle.
Ma il governo non può fare un accidente.
Però per foraggiare le industrie belliche
i verdoni si trovano sempre e celermente.
Prima era il turno di speculare
delle industrie farmaceutiche.
Dovevano usarci come cavie
per i loro sordidi esperimenti.
Finita la pandemia, subito,
quasi per magia scoppia la guerra.
E cosi i mercanti di morte
si sfregano le mani
godendo dei loro lauti guadagni.
Fatturati alle spalle
di chi non compare al telegiornale.
Di chi non corre perché è senza gambe.
Di chi viene zittito dagli scoppi delle bombe,
mentre vorrebbe denunciare
a gran voce l’ecatombe.
Di chi sofferente, muore e tace,
invocando la vera pace.

