In un futuro non così remoto
ci saranno migrazioni di massa
per fuggire dal caldo opprimente.
Dai fenomeni estremi, prima rari,
ora sempre più presenti e prorompenti.
Dai cambiamenti climatici,
sempre più evidenti,
anche agli occhi dei miscredenti.
Interi ecosistemi saranno al collasso.
Ci saranno estinzioni di massa
di tutte le forme di vita presenti,
sempre più frequentemente.
Ci saranno guerre di approvvigionamento
per ogni essenziale alimento.
Monterà il malcontento
a ritmo tremendo.
Gli animi saranno in fermento.
Le risorse scarseggeranno.
Le ultime scorte di oro nero
e di oro blu mancheranno sempre più.
E, quando non ci sarà più l’acqua,
cosa pensate che faccia
chi sgomitava per il black friday?
La gente non si guarderà più in faccia.
Arriverà a uccidere il proprio vicino
per averne una sola goccia.
Sarà una lotta continua
per avere il controllo di tutte le risorse,
di tutti i materiali preziosi doverosi
per i nostri giocattoli tecnologici.
L’imperativo sarà appropriarsi
dei territori più strategici,
che saranno sempre più sfruttati.
Saranno tempi postapocalittici.
Non potremo più fare i capricci.
Per sopravvivere ci tireremo
in faccia i nostri due spicci.
Saremo in lizza costante
con la nostra avarizia.
Sarà in prima pagina
sempre la solita notizia.
La ricerca spasmodica del profitto
intrinseca nel capitalismo.
Il voler primeggiare ad ogni costo,
non importa a che prezzo,
è come una corsa furiosa verso
un muro di cemento.
Andando a tavoletta,
non si sa bene in che momento,
presto o tardi, ci schianteremo.
E forse, solo allora, realizzeremo
l’errore che abbiamo commesso.







