Diamoci un taglio

Non c’è rimasto proprio

più niente da tagliare,

siamo ridotti all’osso.

Sanità ormai al collasso.

Istruzione e ricerca allo sbando.

Infrastrutture a pezzi e fatiscenti,

politiche ambientali del tutto inesistenti.

Stipendi fermi dallo scorso secolo.

Costo della vita sempre più alto.

La corsa forsennata all’ultimo ribasso

per tirare avanti almeno un altro po’.

Negozi che abbassano le saracinesche.

Storiche imprese chiudono giornalmente. 

E questi che se ne fregano altamente.

E questi ci mentono spudoratamente.

E questi pensano solamente

alla corsa agli armamenti,

agli utili delle multinazionali.

A procurare agli amichetti extraprofitti,

senza poi minimamente tassarli.

Pensano a garantirsi a vita

poltrone di cuoio e pensioni d’oro.

Queste sono le loro uniche preoccupazioni,

le vere priorità del paese.

Mentre noi finiamo a chiedere la carità,

finiamo a elemosinare per strada 

o se va bene alla Caritas.

Allora diamoci un taglio,

ma non ai servizi essenziali,

bensì a questi politicanti di merda. 

A questi maledetti parassiti

che vivono da decenni alle nostre spalle,

cambiando casacca e bandiera

a una velocità impressionante,

senza distinzione di parte.

«La responsabilità storica deve compensare la mancanza di responsabilità legale.»

Lord Acton

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